Eventi, Scenari Horeca

Dopo Berlino: cinque idee che meritano di continuare il viaggio

Le fiere finiscono. Le fotografie scorrono sui social. Gli stand vengono smontati. Ma il lavoro più importante comincia proprio adesso: capire quali idee meritano di entrare davvero nelle nostre aziende.

Qualche settimana fa, su queste pagine, avevamo scritto un articolo dal titolo “Cosa cercheremo davvero al Bar Convent Berlin”.

Non cercavamo semplicemente nuove bottiglie.

Ci interessava capire se il mercato stesse mandando segnali di cambiamento.

Ora che la manifestazione si è conclusa, non vogliamo fare l’ennesimo elenco delle novità viste tra gli stand. Per quello esistono già ottime riviste e portali specializzati.

Preferiamo fermarci un momento e fare una domanda diversa.

Quali idee vale la pena portare a casa?

Perché un prodotto può incuriosire.

Un’idea, invece, può cambiare il modo in cui lavoriamo.


1. L’innovazione non è una bottiglia. È una decisione.

Ogni grande manifestazione presenta centinaia di nuovi prodotti.

È il suo ruolo.

Ma camminando tra gli stand emerge una riflessione più profonda.

Le aziende che colpiscono di più non sono necessariamente quelle con la referenza più originale.

Sono quelle che raccontano una visione.

Che spiegano perché quel prodotto esiste.

Quale problema risolve.

Quale esperienza vuole creare.

Per chi distribuisce beverage questo è un messaggio importante.

Non basta aggiungere un’etichetta al catalogo.

Bisogna capire se quella referenza aiuterà davvero un cliente a distinguersi, a migliorare il servizio o ad aumentare la marginalità.


2. Meno scelta, più identità.

Negli ultimi anni sembrava che il valore di un locale fosse proporzionale al numero di bottiglie presenti sul retrobanco.

Oggi il mercato sembra raccontare qualcosa di diverso.

Sempre più professionisti stanno costruendo drink list essenziali, leggibili e coerenti.

Non perché vogliano offrire meno.

Ma perché vogliono aiutare il cliente a scegliere meglio.

Anche nella distribuzione questa riflessione è attuale.

Un catalogo ampio è una risorsa.

Ma il vero valore nasce quando si sa guidare il cliente nella selezione, evitando di trasformare l’offerta in un elenco indistinto di referenze.


3. Le persone sono tornate al centro.

Tra le impressioni che ci portiamo a casa ce n’è una che va oltre i prodotti.

Il valore delle persone.

Negli incontri, nei seminari e nelle conversazioni emerge con forza un concetto semplice.

L’ospitalità non è un dettaglio.

È una competenza.

Per anni il settore ha investito moltissimo sulle bottiglie.

Oggi sembra crescere l’attenzione verso chi quelle bottiglie le racconta, le serve e le trasforma in esperienza.

È un segnale che riguarda tutti.

Produttori.

Distributori.

Agenti.

Bar.

Hotel.

Ristoranti.


4. La consulenza vale sempre più del catalogo.

Questa è probabilmente la riflessione che sentiamo più vicina.

Il mercato sta cambiando.

Le informazioni sono accessibili.

I prodotti si trovano.

Le alternative aumentano.

In questo scenario, il valore di un distributore non dipende più soltanto da ciò che vende.

Dipende da ciò che sa consigliare.

Un agente che entra in un locale e si limita a raccogliere un ordine svolge un lavoro importante.

Ma un professionista che osserva la drink list, analizza le rotazioni, individua opportunità di crescita e propone soluzioni costruisce una relazione completamente diversa.

Forse il futuro della distribuzione passerà proprio da qui. Chiedi la nostra consulenza qui.


5. Il vero vantaggio competitivo sarà imparare a osservare.

Ogni anno usciamo dalle fiere con decine di fotografie.

Molto meno spesso torniamo con nuove domande.

Eppure è proprio la capacità di osservare che distingue chi segue il mercato da chi lo interpreta.

Osservare significa chiedersi perché alcune idee funzionano.

Perché alcuni locali crescono.

Perché certi prodotti rimangono e altri spariscono.

Perché alcuni clienti tornano.

E altri no.

Il futuro del beverage non appartiene necessariamente a chi scoprirà per primo la prossima novità.

Appartiene a chi saprà leggere prima degli altri i cambiamenti.


Il nostro punto di vista

Ogni fiera rappresenta un’occasione preziosa di confronto.

Anche quest’anno torniamo con nuove conoscenze, nuovi contatti e tante idee.

Ma soprattutto torniamo con una convinzione ancora più forte.

Il valore del nostro lavoro non consiste nel portare semplicemente nuove bottiglie ai clienti.

Consiste nell’aiutarli a capire quali abbiano davvero senso per il loro progetto.

A volte la scelta migliore sarà introdurre una nuova referenza.

Altre volte sarà valorizzare molto meglio quelle che già possiedono.

Perché la crescita non nasce dall’accumulo.

Nasce dalla capacità di scegliere.


Uno sguardo al prossimo mese

Nei prossimi giorni continueremo a riflettere su un tema che riguarda tutti noi.

Perché alcuni prodotti vendono con naturalezza, mentre altri, pur essendo eccellenti, faticano a trovare spazio?

La risposta, forse, non è nella bottiglia.

Ma nella psicologia di chi acquista.

Ne parleremo nel prossimo appuntamento di Scenari Horeca.


➡ Settembre è il vero Capodanno dell’Horeca

➡ Cosa cercheremo davvero al Bar Convent Berlin

Una domanda per il settore

Ripensando alla vostra esperienza, qual è l’idea più preziosa che avete portato a casa da una fiera?

Un prodotto?

Un contatto?

Oppure un modo diverso di guardare il vostro lavoro?